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Eccellenza Reverendissima,
con grande affetto e deferente ossequio sono lieto, a nome dei
confratelli presenti e dei fedeli accorsi così numerosi, di
riceverLa nella Basilica Cattedrale di San Cataldo dove «si trova la
cattedra del Vescovo, segno del magistero e della potestà del
pastore della Chiesa particolare, nonché segno dell’unità di coloro
che credono in quella fede che il vescovo proclama come pastore del
gregge» (Cerimoniale dei Vescovi ( Cf. CE, 42).
In questi primi Vespri della solennità dell’Epifania, è per noi
particolarmente importante che questo iniziale incontro con il
Pastore si svolga nella Cattedrale, «possente simbolo della Chiesa
visibile di Cristo, che in questa terra Jonica prega, canta e adora;
di quel corpo mistico, in cui le membra diventano compagine di
carità, alimentata dalla linfa della grazia» (Cf. CE, 43).
Gli occhi di tutti noi sono rivolti verso di Lei questa sera,
brillano per l’emozione che nasce da questo momento di fede, e sono
guidati da un cuore che batte all’unisono per la gioia di esprimerLe
sincero amore che, sono certo, si trasformerà in leale fedeltà al
Suo Ministero pastorale: siamo riconoscenti, per questo, al Signore
che l’ha chiamata, attraverso l’augusta persona di Benedetto XVI, ma
anche a Vostra Eccellenza che certamente vorrà bene a ciascuno di
noi con la specifica paternità della pienezza del sacramento
dell’Ordine a Lei donato dalla Provvidenza.
In questo primo abbraccio di fede, in comunione con quanti l’hanno
preceduta sulla Cattedra di San Cataldo, sentiamo pienamente di
rappresentare tutta la Chiesa diocesana, una porzione del popolo di
Dio, che è affidata, in questo giorno solenne, alla Sua cura
pastorale, ma anche avvertiamo la consapevolezza che, seguendo il
Pastore siamo da lui uniti, per mezzo del Vangelo e dell’Eucaristia,
nello Spirito Santo e così costituiti come Chiesa particolare, nella
quale è veramente presente e agisce la Chiesa di Cristo, una, santa,
cattolica e apostolica (Cf. Lumen Gentium,(Cf. LG 23). Non saremmo,
infatti, né pietre vive e neppure effettiva comunità cristiana, ci
ricorda la costituzione conciliare Lumen Gentium, se non sotto il
sacro ministero del Vescovo (Cf. LG 26).
Da questa sera siamo lieti di affidarci alla cura pastorale del
nostro nuovo Pastore che, in comunione e sotto l’autorità del Romano
Pontefice (Cf. LG 21), guiderà la nostra Chiesa particolare di
Taranto come vicario e ambasciatore di Cristo (Cf. LG 26-27), con il
consiglio, la persuasione, l’esempio, ma anche con l’autorità e la
sacra potestà ricevuta mediante l’ordinazione episcopale (Cf. LG 27)
e di cui si servirà per edificare, nella verità e santità, il gregge
affidato: «I fedeli devono aderire al vescovo come la Chiesa a Gesù
Cristo e come Gesù Cristo al Padre, affinché tutte le cose siano
d’accordo nell’unità e crescano per la gloria di Dio» (LG 27).
Ascolteremo, quindi, con venerazione, nell’insegnamento di Vostra
Eccellenza, la fede da credere e da applicare nella pratica della
vita (Cf. LG 25) e, docili, La seguiremo per arricchirci dal dono di
santificare, che scaturisce dalla pienezza del sacramento
dell’Ordine, specialmente per mezzo dell’Eucaristia della quale la
Chiesa continuamente vive e cresce (Cf. LG 26).
Sono onorato di accoglierLa e sento il dovere innanzitutto di
presentare a Vostra Eccellenza la Comunità Parrocchiale della
Cattedrale, il Vicario parrocchiale d. Cristian, le laboriose Suore
Missionarie del Sacro Costato e i carissimi Catechisti, il Coro, le
Confraternite e i fedeli tutti: abiterà nella nostra amata Isola,
accanto a noi, tra le nostre case, ed è già, nei nostri cuori. Siamo
certi che avremo modo di sperimentare il Suo amore e la Sua
particolare e paterna attenzione pastorale per ognuno di noi.
È stato Suo desiderio, e ne siamo rimasti edificati, di voler
abbracciare per primi gli ammalati e i giovani: due componenti
preziose del Popolo di Dio.
Hanno immediatamente accettato con gratitudine e sono presenti: i
carissimi amici dell’U.N.I.T.A.L.S.I., accompagnati dal presidente
il Sig. Giovanni Insogna. Una importante Associazione che nella
nostra Arcidiocesi, oltre al pellegrinaggio annuale a Lourdes che
quest’anno certamente sarà onorato dalla Sua presenza, con i
Volontari propone numerose iniziative a favore degli ammalati e dei
loro familiari.
È con noi il Centro Volontari della Sofferenza, con la responsabile
Annamaria Ciannamea: questi nostri fratelli e sorelle ci edificano
con la loro sequela di Cristo, crocifisso e risorto, e l’esempio che
fa emergere la possibilità di vivere la sofferenza senza soccombere
allo scoraggiamento.
Sono anche presenti gli amici del Movimento Apostolico Ciechi,
accompagnati dal presidente il Sig. Nicola Spataro: questa
associazione è un luogo, da tutti riconosciuto, per la promozione
delle persone non vedenti, ma anche segno e fermento di comunità
ospitale, accogliente e aperte alle differenze.
La nostra attenzione non può che rivolgersi verso «le sentinelle del
mattino», i giovani che con fragorosa amicizia l’hanno accompagnata
da Piazza Castello fin qui in Cattedrale: essi vivono la loro
esperienza cristiana nelle Parrocchie, nei Movimenti e nelle
Associazioni della nostra Chiesa diocesana e sono guidati dal
Direttore Diocesano della Pastorale Giovanile d. Emidio Dellisanti.
Concludo, anche io commosso in questo primo incontro con Vostra
Eccellenza, invocando su tutti noi e sulle nostre famiglie la Sua
paterna Benedizione.
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