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Giovedì 21 Aprile  

 

La guerra e un voto sciolto dopo 60 anni

 

     

La Settimana Santa tarantina conserva innumerevoli storie. Molte di queste rimarranno per sempre nascoste, altre invece hanno la fortuna di essere tramandate e stampate sui libri. Michele Petrosillo (per tutta la sua famiglia Lillino), classe 1920, è un giovane tarantino che durante la Settimana Santa partecipa spesso alla processione dei Misteri pur non essendo confratello. In quel tempo infatti, era permessa la partecipazione senza alcuna iscrizione al sodalizio.  Successivamente seguiva l’impegno di aggregarsi il 16 Luglio prossimo per stabilire definitivamente il proprio legame con la confraternita. Oggi le regole sono cambiate e non è possibile partecipare se non dopo aver compiuto il percorso di noviziato e dopo essere stati aggregati nel giorno della titolare. Nel Febbraio del 1940 la vita di Lillino cambia e viene reclutato in guerra; destinazione Tripolitania. Un'area di circa 350.000 km² che occupa la fascia costiera occidentale del territorio libico. Dopo vari spostamenti, corsi e addestramenti giunge a Bardia, una località della Libia orientale situata a pochi chilometri dal confine con l'Egitto. Ciò che tiene unita la Famiglia con il giovane soldato è una fitta corrispondenza. Sono numerose le lettere che Lillino scrive cercando di non far trasparire alcuna ansia e preoccupazione, sottolineando in una di queste, che al suo ritorno ringrazierà il cielo riportando sulle sue spalle il Crocifisso, statua che già aveva avuto l’onore di reggere negli anni passati dall’età di 14 anni. Purtroppo Lillino non riuscirà sciogliere il suo voto. Il 3 Gennaio 1941, durante una perlustrazione di soldati australiani, muore colpito al petto  dal fuoco nemico. La battaglia di Bardia fu combattuta tra il 3 e il 5 gennaio 1941. Bardia fu conquistata dalla 6ª Divisione fanteria australiana il 5 gennaio 1941 per essere poi ripresa dalle forze dell'asse nel corso dello stesso anno. Fu nuovamente presa dagli inglesi nell'autunno del 1941 nell'ambito dell' operazione Crusader e tornò nuovamente in mano delle forze italo-tedesche nell'estate del 1942 per poi essere di nuovo conquistata, questa volta definitivamente, dagli inglesi nell'autunno del 1942 dopo la battaglia di El-Alamein. Le perdite italiane furono pesanti e l'intera guarnigione venne distrutta o catturata; il comandante della piazzaforte, generale Annibale Bergonzoli, riuscì fortunosamente a fuggire a piedi nel deserto e a raggiungere le linee italiane (sarebbe infine caduto prigioniero degli inglesi nella successiva e finale Battaglia di Beda Fomm). Le agguerrite forze australiane prima circondarono completamente la piazzaforte di Bardia e quindi penetrarono il campo trincerato con l'aiuto dei carri pesanti “Matilda”, costringendo rapidamente le forze italiane, non motorizzate e non molto combattive, alla resa. Sepolto prima nel cimitero militare di Bardia, nel 1972 la sua salma viene traslata nel Sacrario Monumentale dei caduti di guerra d’oltremare a Bari. Solo le accurate ricerche di suo discendente, tutt’oggi confratello del Carmine, hanno permesso il suo ritrovamento e dopo circa 60 anni ha sciolto quel voto portando sulle sue spalle il Crocifisso.

 

 

 

 

 
       
       

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